ARCHIVIARE IL PRESENTE. CONTENITORE CULTURALE PER UN PROGETTO CONDIVISO DEDICATO AL FOTOGRAFICO

ABF Scatola Chiara, Fotografia Storica e Contemporanea / Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti

Associazione Culturale Fotografia ets / Istituto Niccolò Tommaseo

Associazione per la Fotografia Storica / Biblioteca civica Villa Amoretti

Biblioteca civica di Cuneo

Davidecoffa Artecontemporanea

Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, Galleria FIAF di Torino

Foto Club Neyrone / Istituto Comprensivo Trofarello

GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea

Hangar Studio / Associazione culturale FINE

La Cabina dell'Arte Diffusa / MAU - Museo di Arte Urbana

Oculus Digitale / L’ARTeficIO

Phlibero Aps

REFLEXtribe

Tante iniziative distribuite in numerosi sedi e attraverso differenti tipologie di offerta culturale, da quella espositiva a quella divulgativa e formativa, con operatori culturali, intellettuali, artisti, archivisti, soprintendenti, giornalisti, curatori, collezionisti, per dare vita a una kermesse di livello e di forte impatto culturale, avendo per scelta messo a punto un calendario ricco e variegato, in grado di aggregare diverse tipologie di fruitori, dai più formati ai neofiti.

Nell’universo questo momento non esiste. Nella fisica il concetto di tempo è diventato qualcosa che non c’entra più con la nostra “idea di tempo”, si mescola con lo spazio, è soggetto alle fluttuazioni quantistiche. Dimenticando il concetto di tempo è più facile capire come funziona il mondo a livello fondamentale, ciononostante nella nostra esperienza l’atto di fermare il tempo/presente in uno scatto con l’ausilio della “luce” può essere una prassi per prendere visione e raccogliere momenti di tempo/ presente trascorsi, fermati per la conservazione della memoria.

Presente e passato sono indissolubilmente legati, in assenza di fonti certe, senza nessuna azione atta alla costituzione di una memoria (sia privata che collettiva), o senza una trascrizione o celebrazione messa in atto attraverso qualsivoglia forma, orale, grafica o iconografica, il destino ineludibile del presente/passato è rappresentato dalla caduta nell’oblio, o peggio ancora dalla vittoria dei ricorsi del revisionismo.

Perché sentiamo la necessità in tempo reale di condividere quanto il nostro sguardo coglie? Perché costruiamo un’estensione della nostra persona/personalità/identità attraverso immagini della nostra privacy? Difficilmente ciò è ascrivibile solamente alla rivoluzione tecnologica dei mezzi di ripresa e diffusione digitale.

Quanto le immagini che vediamo esposte in mostra o pubblicate sui giornali sono reale rappresentazione del presente e non un prodotto indotto da mode, gusti, strumenti tecnologici, cultura visiva acquisita di riflesso, digerita e metabolizzata (o non) sia dagli autori sia dai fruitori?

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